Storia della parrocchia

La parrocchia di Sant’ Eustachio in Sessa Aurunca è di fondazione medievale ed il suo titolo non è mai stato modificato nel corso dei secoli rimanendo il medesimo, cosi come riportato dalle fonti archivistiche, fino ai giorni nostri. Il territorio parrocchiale si estende a nord dell’abitato cittadino, in una zona al di fuori delle mura romane IV secolo a.C. ma che successivamente rientrerà nel circuito urbano Quattrocentesco per poi divenire la più numerosa comunità parrocchiale di sessa centro. Questo almeno a partire da quanto attestato dalla “relazione sullo stato della diocesi” del 1791, anno in cui si contavano mille anime. L’originaria chiesa parrocchiale, secondo quanto riportato dal Diamare, era ubicata a ridosso della Porta Trofeo per poi essere sostituita dalla “nuova” chiesa di sant’ Eustachio, posta sotto lo slargo attiguo all’attuale via Tommasino. Quest’ edificio a metà dell’ottocento si trovava in uno stato fatiscente, tanto da trasferire il titolo parrocchiale all’ interno della vicina chiesa dell’Annunziata prima del crollo. Lo spostamento all’interno dell’Annunziata diventerà definitivo e porterà la comunità parrocchiale a convivere con il vicino educandato e con altri enti che avevano l’onere di gestione dell’edifico culturale. La vitalità della Parrocchia in ambito di attività pastorali si esprime al meglio a partire del XX secolo. Si ricorda la forte presenza dell’associazione Pier Giorgio Frassati dell’Azione Cattolica e del V Centro Sportivo Italiano, che nasce proprio all’ interno di questa parrocchia. Sul territorio parrocchiale vi è l’arciconfraternita di san Biagio, la più antica di Sessa, costituita nel 1513. L’ originaria sede era all’ interno dell’omonima chiesa, ubicata nei pressi della torre di “san Biagio” appartenuta alla famiglia Bruno, di di cui il personaggio più illustre e Giovanni Bruno noto “astrologo” a cui Conslavo de Corduba donò la “torre di san Biagio” proprio per la sua fama di studioso. A Seguito del crollo dell’edificio si trasferì nei locali dell’Annunziata. Della chiesa, di cui oggi si conservano alcuni ruderi si ricorda la splendida tavola raffigurante “La pieta” del XIV, attribuita alla scuola di Roberto d’Ordesio. Questa immagine, esposta all’ interno della chiesa dell’Annunziata, e portata in processione ogni sette anni ed e stata “invocata” nei secoli passati in casi di epidemie. Appartiene alla confraternita un busto ligneo raffigurante San Biagio, riferibile cronologicamente al secolo XVII.

 

(Testo di Roberto Sasso, tratto dal libro ‘La Parrocchia Luogo di fede e Luogo di storia’ ed. giugno 2013)